’30

1930 – L’idea dell’industria

Nasce la società anonima distillerie dell’Aurum, che produce oltre all’omonimo liquore, anche la Cerasella di Fra’ Ginepro e la Mentuccia di San Silvestro. Fino al 1927 la produzione raddoppia ogni anno e il liquore compare sulla tavola dei Reali di Savoia e di Spagna. Intorno al liquorificio si muove in quegli anni un vero e proprio “cenacolo di artisti”: il poeta Gabriele D’Annunzio ne conia il nome, mentre il celebre cartellonista Marcello Dudovich realizza i manifesti.

’40

1940 – Aurum: la fabbrica delle idee

L’architetto modernista Giovanni Michelucci, chiamato dall’industriale Amedeo Pomilio, progetta l’innovativa struttura “a ferro di cavallo” del nuovo stabilimento Aurum, nel suggestivo scenario della pineta dannunziana di Pescara. L’edificio è progettato per sfruttare al meglio la luce solare e per ospitare, nell’arena all’aperto, spettacoli ed eventi per il personale, anticipando gli attuali principi di sostenibilità e responsabilità sociale dell’azienda.

’50

1950 – L’idea d’impresa

Nasce l’Associazione degli Industriali d’Abruzzo, oggi Confindustria. Amedeo Pomilio ne viene nominato primo Presidente e “patriarca”. Anni dopo anche Franco Pomilio verrà eletto presidente regionale dei Giovani Imprenditori Abruzzesi, poi del Mezzogiorno, diventando anche direttore di “Quale Impresa”, storica rivista di Confindustria.

’70

1970 – L’idea del made in Italy

Ribattezzata Pomilio Blumm, l’agenzia affianca molte prestigiose aziende italiane che si affacciano sui nuovi mercati. Tra queste, il celebre pastificio “De Cecco”, che affida alla creatività dei Pomilio la propria immagine a difesa della sua qualità e provenienza esclusiva. Nel 1980 l’agenzia ottiene l’importante riconoscimento “Targa d’oro” della pubblicità.

’80

1980 – L’idea della partnership

Pomilio Blumm realizza una importante fusione con il gruppo pubblicitario P&T Company, che si posiziona da subito come secondo operatore italiano del settore. Tra i clienti: Alfa Romeo, Cartasì e il Corriere della Sera, che grazie all’innovativa formula promozionale del contest “Replay – il gioco che ti rimette in gioco”, sale in testa alle vendite.

’90

1990 – L’idea del pubblico

È il momento della grande modernizzazione della Pubblica Amministrazione: il nuovo“orientamento al cittadino” segna una svolta culturale per il settore, che investe anche le attività di comunicazione. INPS, il principale ente previdenziale italiano, sceglie la P&T Company Blumm per il lancio di una serie di iniziative innovative a favore dei suoi milioni di utenti.

’00

2000 – L’idea dell’Europa

L’agenzia perfeziona la sua expertise nel settore pubblico e inizia a lavorare con i principali referenti areali dell’UE nell’ambito dei principali programmi comunitari di promozione della cittadinanza europea. Tra i progetti realizzati in questo periodo, la campagna nazionale per la sicurezza dell’INAIL e quelle per la prevenzione degli incendi boschivi per il Corpo Forestale dello Stato.

Comunicazione 3.0

Parla Zygmunt Bauman

Contaminazione. Ibridazione. Cortocircuiti. Sono alcune delle parole chiave che percorrono come un filo rosso le pagine di questo testo. Un percorso personalissimo di riflessione, tra spunti teorici e casi concreti, arricchito dalle voci e le testimonianze di alcuni interpreti e protagonisti della rivoluzione in corso nel mondo della comunicazione.

Su tutti, la voce di Zygmunt Bauman nella Conversazione che apre il volume, suggerendone e anticipandone alcune linee di sviluppo.A partire da una serie di best practices nazionali e internazionali, il libro intreccia problemi strategici e interpretazioni del presente, esempi pratici e proposte di sviluppo, muovendosi tra le molteplici dimensioni territoriali che oggi la comunicazione si trova a dover attraversare.Un viaggio volutamente “nomade”, alla ricerca di un nuovo “esperanto della comunicazione”, che sappia ibridare non solo linguaggi e strumenti, ma soprattutto logiche e visioni: progetti visionari che recuperano modalità espressive “antiche”, come il passaparola; il civic engagement e i modelli bottom-up come chiave di volta per la costruzione di nuove strategie comunicative “partecipate”.

Il tutto, all’insegna di una spinta rivoluzionaria che oggi è a tutti evidente, ma che potrà portare davvero i suoi frutti solo se gestita secondo il principio dell’integrazione. E riconoscendo alla comunicazione il ruolo, tutt’altro che secondario, che può giocare in questo processo.

Repubblica della comunicazione

Francesco Pira e Franco Pomilio, partendo da culture ed esperienze diverse, cercano con questo loro lavoro di sporgersi dal finestrino del treno della comunicazione per vedere un poco più avanti. Lo fanno con un’analisi ragionata dove le diverse competenze agiscono in una efficace sintonia di teoria e di testimonianze, scelte interrogando i protagonisti al più alto livello del processo in corso. (Alessandro Rovinetti)Riflessioni e competenze.

Uno sguardo teorico – quello di Francesco Pira – e uno sguardo operativo – quello di Franco Pomilio. Sono le due direttive che, intrecciandosi e confrontandosi, tracciano in queste pagine un percorso originale nel panorama complesso della comunicazione pubblica italiana.In un contesto di democrazia avanzata, fatto di valori, linguaggi e simboli in continua evoluzione, assai complessi da individuare e integrare, il mondo istituzionale si trova di fronte a sfide del tutto nuove.

Naturale che si trasformi, in questo processo, anche il ruolo del comunicatore: non più solo “tecnico” portatore di competenze, ma vero e proprio interprete creativo, posto all’incrocio di tre mondi in contatto: istituzioni, imprese, cittadini.Nasce così questo “viaggio ideale” nell’Italia che cambia attraverso la comunicazione, tra resistenze e spinte in avanti, lungo le molte dimensioni in cui questo percorso si snoda: dallo sviluppo dei new media al rapporto con l’Europa e il Mediterraneo, dalla gestione delle situazioni di crisi alla grande promessa della sostenibilità.A fare da filo conduttore, una serie di case histories esemplari, in cui alla voce del comunicatore si affianca quella dei suoi diversi interlocutori nazionali e internazionali.

Ne emerge un ritratto vivido e reale sul mondo della comunicazione pubblica, una vera e propria prospettiva “da insider”, attraverso gli occhi, le esperienze e le competenze di chi da anni si muove all’interno di quel delicato spazio di confine tra le istituzioni e il cittadino, tra sfera pubblica e società civile, che rappresenta il vero campo di gioco di una “nuova cultura della comunicazione”.

Le ali della creatività

Dall’aeronautica alla chimica, passando per la comunicazione e lo sport: il percorso imprenditoriale, peculiare e unico, della famiglia Pomilio è tutto racchiuso nel libro “Le ali della creatività” del giornalista Paolo Smoglica, pubblicato da Rubbettino Editore.

Tra ricostruzione storica e cronaca, l’autore tesse la trama unica di una vera e propria dinastia, che nel corso dei decenni ha esplorato una molteplicità di settori sotto la comune insegna della “creatività come impresa”.Una famiglia “ricca di umiltà e stimolante allo stesso tempo”, come la definisce l’ex consigliere di Barack Obama Ginger Lew, autrice della postfazione del libro, che individua le basi della coerenza imprenditoriale dei Pomilio in questi valori: “la condivisione di principi comuni, l’amore per il duro lavoro, l’impegno etico, una voglia di benessere per la comunità ed il rispetto reciproco”.

Tra le tante figure di rilievo del XX secolo citate nel libro, spicca quella del poeta Gabriele d’Annunzio, che Giordano Bruno Guerri, presidente della Fondazione Il Vittoriale degli Italiani, nella prefazione del libro associa proprio alla famiglia Pomilio: “La cosa che più avvicina i Pomilio e d’Annunzio è l’appartenenza al tipo umano di genio italico, che talvolta emerge nella storia del nostro Paese, capace di incarnare lo spirito dei tempi e – con la passione, l’audacia e l’intelligenza – portare il futuro nel presente.”

La fabbrica dell’Aurum in Pescara

“Piango i miei pini e la mia spiaggia”, con queste parole cariche di malinconia Gabriele d’Annunzio, dalla “clausura” gardonese, chiude un telegramma inviato all’amico Amedeo Pomilio. […]

È un d’Annunzio insolito quello che scrive a Pomilio, molto lontano dal roboante condottiero di genti o dall’appassionato seduttore di femmine: un d’Annunzio intimo, familiare, quasi scrivesse a un caro fratello lontano e amato con cui può abbandonarsi a sfoghi nostalgici o allo scherzo, come capitava solo con le persone a lui più vicine. […] nel febbraio del 1922 d’Annunzio incontra Pomilio a Vittoriale. Nel congedarlo gli fa dono di un ritratto fotografico e di una copia del Notturno, che Amedeo promette di leggere una pagina a sera, quasi si trattasse di un libro sacro. Da lì ebbe origine l’amicizia che durò per più di tre lustri e che fu rallegrata da un vivace scambio di regali. […] Il 1° marzo del 1938 alle 10:05 d’Annunzio si spegne.

Il 25 maggio dello stesso anno nasce il terzogenito di Amedeo Pomilio, a cui viene dato il nome Gabriele, ultimo omaggio di al poeta d’Italia, al vate, al comandante, al fraterno amico. (Giordano Bruno Guerri, “Io ho quel che mi fu donato: Gabriele d’Annunzio e Amedeo Pomilio”). – See more at: https://pomilioblumm.eu/pubtotali.php?slide=7#sthash.VKImbXR5.dpuf

Gente d’Abruzzo

Una rassegna completa delle personalità celebri che hanno fatto grande l’Abruzzo. Tra i profili biografici inseriti, grande spazio viene dato alla vita e alla vicenda imprenditoriale di Ottorino Pomilio.

A differenza della gran parte dei nuclei di industrializzazione meridionale che hanno tratto origine da attività mercantili, nel caso dei Pomilio l’impulso all’intraprendenza industriale è venuto dal sapere tecnico-scientifico. Il padre Livio lavorò per circa 40 anni come ingegnere capo della Provincia di Chieti e fu autore di un’infinità di edifici pubblici e di opere stradali. I suoi nove figli maschi, ad eccezione di Federico che diventa avvocato […], vengono orientati sulle facoltà ad indirizzo economico oppure tecnico-scientifico: Amedeo, Ernesto, Giulio e Vittorio si laureano in Scienze economiche, Alessandro, Carlo e Ottorino in Ingegneria, Umberto in Chimica. […] Inoltre quasi tutti i figli perfezionano la loro preparazione all’estero, in Germania, in Francia, in Inghilterra o in Svizzera, riportando poi lusinghieri successi, quasi sempre degni di ricordo, nelle rispettive attività.

Con la famiglia Pomilio siamo insomma su livelli altissimi, i massimi che allora si potessero raggiungere in Europa, di professionalità e competenza: in settori peraltro di frontiera come l’aeronautica e la chimica industriale.

– See more at: https://pomilioblumm.eu/pubtotali.php?slide=5#sthash.B50VTbRo.dpuf

La storia imprenditoriale dei Pomilio sull’emittente del Gruppo 24 Ore

È la creatività, secondo Franco Pomilio, il minimo comun denominatore delle attività imprenditoriali portate avanti dalla famiglia Pomilio dai primi del Novecento a oggi: dall’aeronautica alla chimica fino all’industria alimentare, fino al successo attuale nel settore della comunicazione. – See more at: https://pomilioblumm.eu/inttotali.php?slide=2#sthash.vxR7QOfM.dpuf

ICS Pomilio Blumm con il fondatore di Twitter: lo speciale di Class CNBC

“Reputation is bigger than brand”: a partire da questo concetto, illustrato da Michael Fertik e ripreso da molti dei relatori del Summit, si è sviluppata la terza edizione di ICS 2012, a cui è intervenuto anche il co-fondatore e direttore creativo di Twitter. – See more at: https://pomilioblumm.eu/inttotali.php?slide=5#sthash.enYPTgRx.dpuf

“Comunicare la trasparenza” di Franco Pomilio su La Stampa TV

Qualità indispensabile e ricercata nell’attuale mondo della comunicazione, la trasparenza va intesa innanzitutto come accessibilità alle informazioni. Da questa considerazione parte l’intervista de La Stampa all’autore di “Comunicare la trasparenza”, in occasione della presentazione del libro al Salone Internazionale del libro di Torino 2013. – See more at: https://pomilioblumm.eu/inttotali.php?slide=3#sthash.XjNIYfai.dpuf

Oscar Pomilio Forum

Kathleen Kennedy Townsend, erede della celebre dinastia americana, Ginger Lew, advisor della Casa Bianca, Nils Ole Oermann, esperto di etica economica, sono alcuni dei relatori internazionali che dal 2012 a oggi sono intervenuti di fronte al pubblico dell’Oscar Pomilio Forum. Dedicato al fondatore di Pomilio Blumm, Oscar Pomilio, il Forum riunisce ogni anno nella suggestiva cornice dell’ex Aurum pensatori ed esponenti di diverse culture e discipline – dall’economia alla giustizia, dalla scienza all’arte, la religione, la filosofia – intorno al tema trasversale dell’etica. Obiettivo: rintracciare le radici morali del vivere comune come tessuto connettivo per un nuovo sviluppo consapevole ed umano.

ICS – International Communication Summit

‘ICS Pomilio Blumm Summit è un contenitore culturale, patrocinato da Confindustria Assafrica & Mediterraneo, dalla più grande università d’Europa, la “Sapienza” di Roma, l’Osservatorio di Pavia, l’Associazione Italiana della Comunicazione Pubblica ed Istituzionale, la Blumm Academy. Un laboratorio di approfondimento specialistico su innovazioni e tendenze della comunicazione a livello nazionale e internazionale in cui punti di vista e idee si confrontano per cercare stimoli culturali capaci di disegnare una nuova “specie” di comunicazione. Giunto alla terza edizione, ICS è oggi, al contempo, un evento di respiro internazionale, un magazine dedicato alle tematiche più significative del settore e una newsletter, impegnata a monitorare in tempo reale i cambiamenti più immediati dello scenario economico, sociale e culturale della comunicazione.

http://www.icspomilio.com

Blumm Prize

Esplorare nuovi linguaggi attraverso lo sguardo avanguardista dell’arte l’obiettivo di Blumm Prize, premio internazionale per i giovani talenti dell’arte, della fotografia e della letteratura, invitati a esprimersi sui valori fondanti del rapporto cittadino-Istituzioni

50 anni di idee

Cura per il prodotto. Creatività. Visione d’insieme. Ma soprattutto, grandi idee. Il Made in Italy è soprattutto questo. Dal Dopoguerra in poi è stato il passaporto dell’imprenditoria italiana nel mondo, diventando un benchmark inconfondibile e inimitabile. Un cammino che Pomilio Blumm, in cinquant’anni di attività, ha percorso insieme al Paese. E alle sue migliori forze.

Factory

“Levis ponderis Aurum”: così Gabriele D’Annunzio, il “vate” abruzzese, definì il liquore dorato all’arancia prodotto dagli inizi del 900 a Pescara, coniandone il nome. Se la storia industriale dell’Abruzzo è legata all’Aurum, la storia dell’Aurum è legata alla famiglia Pomilio, che ne avviò la produzione, e in particolare ad Amedeo, che negli anni ’30 incaricò il celebre architetto Giovanni Michelucci di progettare e realizzare il nuovo stabilimento a ferro di cavallo all’interno della antica Pineta Dannunziana. La stessa struttura che oggi, rinnovata e restaurata, è divenuta un suggestivo spazio espositivo e convegnistico di rilevanza internazionale: “Fabbrica delle Idee”, in onore della sua vocazione creativa. La stessa che contraddistingue ancora oggi la famiglia che ne accompagnò la nascita.

Amedeo Pomilio

L’industriale illuminato

Nato nel 1882, primo Presidente dell’Associazione Industriali d’Abruzzo, rappresenta una delle principali figure di riferimento della storia produttiva ed economica regionale. Imprenditore idealista e attento al territorio, ha precorso i tempi e i modelli di impresa con alcune intuizioni particolarmente innovative sul piano commerciale e produttivo, a partire dal recupero dell’opificio Aurum, per la produzione dell’omonimo liquore, affidata al geniale architetto Giovanni Michelucci.

Ottorino Pomilio

Idee coraggiose

Nato nel 1887, è stato un imprenditore creativo di grandissimo valore. Fautore, insieme al fratello Umberto, del “processo Pomilio”, esportato in Europa, Sudamerica, India e Sudafrica, ha contribuito allo sviluppo del programma di aviazione in soccorso degli alleati presso il quartier generale dell’Aviazione Americana, progettando nuovi tipi di aerei militari e fondando successivamente a Indianapolis, su commessa dell’Aeronautica USA, la Airplane Pomilio Brothers.

Mario Pomilio

Passione, poesia e idee

Laureato alla Scuola Normale di Pisa, è stato un noto saggista, critico e storico della letteratura. Tra le sue opere, le monografie “Scritti Cristiani” e “Quinto Evangelio” e “Il nuovo corso” (Premio di Napoli 1959). Rilevante anche la sua attività politica, in qualità di Senatore del Parlamento Europeo. L’allora Presidente della Repubblica, onorevole Francesco Cossiga, in un telegramma alla famiglia lo descrive quale uomo di grande valore: «[…] Scrittore intelligente e sensibile, animato da un’autentica fede cristiana e legato alle radici più profonde della spiritualità europea».

Oscar Pomilio

La scommessa della comunicazione

Dopo gli studi di marketing, in Svizzera e in Italia e un’esperienza nella divisione sudamericana dell’ENI, rientra in Abruzzo e negli anni ’60 e fonda insieme al fratello la Pomilio Idee, scommettendo sullo sviluppo del terziario e della cultura della comunicazione nel contesto regionale dell’epoca e ricoprendo ben presto ruoli prestigiosi all’interno delle più importanti associazioni professionali di categoria (ACPI, TP). Ideatore di “Blumm”, uno dei primi free press italiani del settore, si fa precursore dell’attuale espansione verso il Medio Oriente con la creazione dell’Ameen Blumm. Successivamente ricopre la carica di presidente della P&T Company Blumm, avviando l’agenzia verso l’attuale profilo di player di rilievo nella comunicazione pubblicitaria a livello nazionale e internazionale.

Gabriele Pomilio

Nasce la “Pomilio Idee”

Definirlo solo un pubblicitario è riduttivo: artista, sportivo, imprenditore. Pioniere del graphic design, insieme al fratello Oscar dagli anni 60 agli anni 80 realizza campagne pubblicitarie per più di 300 aziende, tra cui Ferrarelle e Sangemini, disegnando tra l’altro il pallone di Diego Armando Maradona, che in seguito verrà usato anche durante i Mondiali di Francia 1998. Attualmente si dedica a tempo pieno alla sua grande passione: la pallanuoto. È stato direttore tecnico del “Settebello” azzurro, portando la squadra alla vittoria delle Olimpiadi di Barcellona del ’92.

Franco Pomilio

Tra occidente e oriente

Presidente della Pomilio Blumm, si è laureato negli Stati Uniti, conseguendo specializzazioni nel Marketing alla Harvard University, al MIT di Boston e all’Insead di Fontainebleau. Ha lavorato nelle principali agenzie pubblicitarie mondiali: Dentsu, Young & Rubicam, McCann. Dopo aver ricoperto la carica di Presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Mezzogiorno e diretto la rivista nazionale economica “Quale Impresa”, oggi è consigliere delegato e consulente per le attività di comunicazione di Assafrica & Mediterraneo-Confindustria. Ha pubblicato “Comunicazione 3.0” e “La Repubblica della comunicazione”, insieme a Francesco Pira, entrambi editi da Logo Fausto Lupetti Editore.

Massimo Pomilio

Creatività e strategia

Amministratore e consigliere delegato della Pomilio Blumm, di cui dirige anche l’unità multimediale, è membro di numerosi comitati di Confindustria consigliere nazionale dell’Associazione dei professionisti della Comunicazione (TP). Premio “Philip Morris” nel 1992, è stato insignito di importanti riconoscimenti nell’ambito del prestigioso “Festival Flaiano” per il cinema, sua grande passione.

Andrea Pomilio

La nuova generazione

Dopo la laurea in Business e Creative Writing conseguita presso la Kingston University di Londra, lavora prima al Financial Times e poi come assistant del direttore creativo presso la sede Ogilvy Milano, si è poi trasferita a Dubai dove, grazie a una partnership locale negli Emirati Arabi , .ha gestito le attività di comunicazione di molti grandi brand italiani in Medi-oriente, sviluppando l’importanza del concept “Made in Italy” nella regione MENA.

Attualmente vive a Bruxelles, dove sta gestendo l’ufficio progetti europeo dell’agenzia, occupandosi di tutti i progetti di radice internazionale , con un focus particolare sui progetti paneuropei e mediorientali.

‘010

L’idea del futuro

Prosegue il percorso innovativo dell’agenzia tra comunicazione corporate e istituzionale. Nel dicembre 2009 anche l’Italia lancia la sfida dell’alta velocità: Pomilio Blumm cura il redesign complessivo dell’immagine di Trenitalia e del programma “Frecce”. Negli stessi anni segue la promozione dei Giochi Olimpici Invernali di Torino 2010 per la Regione Piemonte e la candidatura, rivelatasi poi vincente, della Città di Pescara presso il Comitato Olimpico per i Giochi del Mediterraneo 2009.

OGGI

Ideas Company

Nel 2012 Pomilio Blumm ottiene dall’ISTAT l’incarico per le attività di promozione delCensimento universale della popolazioni e delle abitazioni. Tra gli incarichi più significativi di questi anni le campagne di comunicazione istituzionale per INAIL e perAutorità per l’Energia e per il Gas e per la Presidenza del Consiglio nell’ambito del progetto “Europa in città”.

Blumm Prize debutta alla maggiore fiera internazionale d’arte

Dall’incontro tra teorie della comunicazione e dell’arte è nata l’idea del Blumm Prize Award: ne parla Franco Pomilio durante la prima edizione della fiera indipendente d’arte Setup, rintracciando l’origine dell’iniziativa nella storia imprenditoriale della sua famiglia, che fin dagli anni 40 ha legato la promozione del prodotto a una serie di collaborazioni artistiche.

Il genio dei Pomilio

Una ricostruzione documentata della vicenda creativa e imprenditoriale della famiglia Pomilio: dall’aeronautica alla comunicazione, dall’ingegneria chimica allo sport, un secolo di idee e di intraprendenza sullo sfondo dello sviluppo della regione d’Abruzzo.

In una poesia di D’Annunzio si legge “scesero all’Adriatico selvaggio”, noi aggiungiamo “dalle falde della Maiella Madre, da un paesino di qualche migliaio di anime pieno di silenzi, Archi, in provincia di Chieti, arrivarono in punti di piedi e grande umiltà Livio Pomilio, capostipite della patriarcale famiglia Pomilio, e la sua giovane sposa Giuseppina, dalla quale ebbe ben 11 figli: Carlo, Alessandro, Federico, Ernesto, Ottorino, Umberto, Amedeo, Vittorio, Giulio, Amalia e Beatrice. Di tutti racconteremo la lungimiranza, l’intelligenza viva ed estrosa, l’intraprendenza e tenacia nelle iniziative in svariati campi e il grande entusiasmo nel perseguire i propositi.